COMMENTO
"La sentenza della Corte costituzionale tedesca chiama tutti ad agire contro il deficit di democrazia dell'UE"
(Finalmente!
Finalmente! La sentenza emessa dalla Corte Costituzionale tedesca ci
riempie di gioia, carissimi Lettori degli Italiani Liberi, e ci fa
gridare “finalmente”, non soltanto per il suo contenuto, ma anche, e
forse perfino di più, perché ci riporta, nel pensiero e nell’azione,
alla normalità del sistema logico. E’ stato questo, infatti ,fin
dall’inizio della costruzione europea, l’aspetto più disperante per i
sudditi: trovarsi davanti a una totale distorsione della normalità,
nelle azioni e nel linguaggio, così da far apparire impossibile, e da
rendere di fatto impossibile, qualsiasi reazione. Per gli Italiani,
poi, questa impossibilità è stata probabilmente più tragica che per
tutti gli altri cittadini dell’Unione, perché nessuno era disposto a
riconoscerne a viso aperto la patologia. I giornalisti stessi si sono
abituati a non commentare mai, o a commentare soltanto con il minimo
delle parole indispensabili, tutto quanto riguarda l’Unione Europea,
più o meno consapevolmente convinti che fosse meglio non addentrarsi
nei labirinti di discorsi e di normative privi di qualsiasi
razionalità. Leggere il testo della sentenza emessa dalla Corte
Costituzionale tedesca sul Trattato di Lisbona (la Costituzione
europea) ci fa finalmente sentire cittadini normali, che sanno leggere
e scrivere, che ragionano con il sistema logico comune a tutta
l’umanità e che possono ricominciare ad usare il proprio linguaggio
senza leggi che vietano termini, concetti, opinioni. IDA MAGLI 29/07/2009)
La sentenza della Corte costituzionale tedesca chiama tutti ad agire contro il deficit di democrazia dell'UE
Si applica solo alla Germania ma ha implicazioni significative per tutti gli Stati membri, ivi compresi quelli che hanno già ratificato il Trattato di Lisbona di JENS-PETER BONDE
www.euobserver.com 24.07.2009
EUOBSERVER / COMMENT - La Corte costituzionale tedesca ha emesso un verdetto notevole il 30 giugno.
La
stampa lo ha presentato come l'approvazione della ratifica del Trattato
di Lisbona. Ma a un'attenta lettura si rivela una sostanziale
bocciatura del contenuto costituzionale fondamentale del Trattato.
Il
giudizio della Corte modifica l'importante principio della primazia
della legge europea e dice che gli Stati membri devono essere i
"padroni dei Trattati."
Secondo la Corte le istituzioni UE non
hanno poteri propri. Possono solo gestire delle competenze a loro
delegate in determinate aree. La sentenza dice che la legge europea in
ultima analisi si basa su, ed è limitata da, la legge sull'accessione
di ogni Stato Membro.
Il tribunale tedesco invita implicitamente
ogni cittadino, partito politico o azienda in Germania a fare appello
alla Corte costituzionale tedesca se trovano che una determinata legge
UE supera queste competenze delegate. E in questi casi sarà il
tribunale tedesco a decidere - non la Corte europea.
Ciò
costituice un rigetto dell'Art. 344 del Trattato, riguardante il
funzionamento dell'Unione europea, che stipula che gli stati membri si
impegnino, nel caso di una controversia sull'interpretazione o
applicazione dei Trattati, a non ricorrere a nessun metodo di giudizio
diverso dalla Corte Europea di Giustizia.
Il Tribunale di
Karlsruhe insiste anche che sia riservata agli Stati nazionali la
competenza su aree importanti di legislazione e deliberazione. Questo è
un invito ai politici ovunque a chiedere ai loro governi quali
competenze rimangano riservate agli Stati membri dopo l'adozione del
Trattato di Lisbona.
Io ho offerto una bottiglia di ottimo vino
a chiunque possa citarmi un solo esempio di una legge nazionale che non
possa essere toccata in qualche modo dal Trattato di Lisbona. Dei
legali specializzati si sono cimentati nella ricerca di tali esempi ma
non ci sono riusciti!
Se i governi UE non trovano spazio per
l'esercizio di una significativa democrazia nazionale all'interno
dell'ambito dell'UE, allora, secondo il Tribunale tedesco, il Trattato
di Lisbona è incostituzionale.
La Corte non accetta che il Parlamento europeo sia un organismo che dà legittimità democratica alla legge dell'Unione europea.
La
Corte ha posto anche dei limiti alla nuova cittadinanza "aggiuntiva"
dell'Unione e stipula che può essere solo un supplemento rispetto alla
cittadinanza nazionale.
Il tribunale costituzionale insiste sul
coinvolgimento del parlamento nazionale in tutti i casi in cui gli
Stati membri perderebbero il diritto di veto.
I giudici
insistono all'unanimità, 8 voti a zero, sull'approvazione a priori da
parte del parlamento tedesco - e, di conseguenza, implicitamente da
parte degli altri parlamenti nazionali - dell'utilizzo dei cosiddetti
"articoli ponte" secondo cui i Ministri dei governi nazionali, che
siedono nel Consiglio dei ministri del Consiglio europeo, possono
alterare la legislazione UE, dall'unanimità a una votazione a
maggioranza qualificata.
I giudici esigono anche piena
partecipazione dei Parlamenti nazionali nell'uso della clausola di
flessibilità prevista dall'Art.352 TFEU, che permette all'UE di
prendere provvedimenti al fine di raggiungere uno degli obiettivi UE
anche se i Trattati non hanno forniti i poteri necessari.
Infine,
il tribunale proibisce al Presidente tedesco di firmare il Trattato,
permettendo così il deposito a Roma dello strumento tedesco di
ratifica, fino a quando il Parlamento tedesco non avrà adottato una
legge che salvaguardi il coinvolgimento del Bundestag e del Bundsrat
tedeschi nelle future delibere dell'UE.
Il punto che colpisce di
più in tutta questa sentenza è il fatto che essa comporta la necessità
di coinvolgere i Parlamenti nazionali in tutti gli aspetti del processo
legislativo UE. I giudici si riferiscono alla democrazia come a
un principio comune a tutti gli Stati membri dell'UE. Pertanto il
coinvolgimento dei parlamenti nazionali nelle delibere UE è
un'esigenza. In caso contrario, sarà stato violato alla radice il
principio della democrazia.
Riconoscere il deficit democratico
L
Corte di Karlsruhe di fatto giudica che il Trattato di Lisbona
aumenterebbe il deficit democratico dell'UE, già ampiamente
riconosciuto, se la sua ratifica non venisse collegata all'adozione di
misure interne a livello di stato nazionale, tali da salvaguardare la
partecipazione dei parlamenti nazionali e degli elettori di ogni Stato
membro.
La sentenza naturalmente si applica solo alla Germania.
Ma ha delle implicazioni significative per tutti gli Stati membri, ivi
compresi quelli che hanno già approvato e ratificato il Trattato di
Lisbona.
Con questa sentenza i partiti politici e i cittadini di
ogni Stato membro sono implicitamente invitati a rivolgersi ai propri
parlamenti nazionali e ad insistere per avere garanzie dello stesso
tipo per assicurare la partecipazione dei rappresentanti eletti e degli
elettori nella procedura che porta alle decisioni dell'UE.
Se,
assenza di tali controlli parlamentari, la ratifica del Trattato di
Lisbona da parte della Germania viene giuicata illegale e in
contraddizione con i principi democratici di base, lo stesso principio
non dovrebbe trovare applicazione in tutti gli altri Stati membri che
si fregiano della qualifica di democrazie?
Il giudizio di
Karlsruhe dovrebbe spingere i cittadini a chiedere dei pronunciamenti
costituzionali e parlamentari simili in altri paesi UE. Questo potrebbe
portare a stabilire delle procedure rafforzate per il controllo
parlamentare nazionale e a salvaguardare delle aree in cui le
democrazie parlamentari nationali possano decidere per conto proprio
senza interferenze, ad esempio dalla Corte di giustizia europea.
Questo
potrebbe anche servire a guadagnare del tempo in cui rendere
consapevole la gente comune del carattere anti-democratico del Trattato
di lisbona e assicurare che questo non sia ratificato da tutti gli
stati membri prima che sia approvato dagli elettori irlandesi nel loro
reiterato referendum il prossimo 2 ottobre, e che possa essere posto
davanti agli elettori britannici in un referendum nel Regno Unito più
avanti.
Il Regno Unito avrà una elezione generale entro il
giugno 2010. Il partito conservatore, che i pronostici danno per
vincente, ha promesso di ritirare la ratifica del Trattato di Lisbona
da parte del Regno Unito nel primo giorno del suo mandato, se il
Trattato non sarà entrato in vigore a quell'epoca per tutti e 27 gli
Stati UE.
E ha promesso di tenere un referendum, e di sostenere le ragioni del "no".
Ci
deve essere una revisione democratica del Trattato di Lisbona in tutti
i paesi UE, prima di un incontro di questo tipo con gli elettori del
Regno Unito.
Parlamentare europeo negli anni 1979 - 2008 e membro della Convention on the Future of Europe
---
Brani
della sentenza della Corte costituzionale della Germania nella versione
inglese pubblicata dalla Corte stessa, 30 giugno 2009.
"European
unification on the basis of a union of sovereign states under the
Treaties may not be realised in such a way that the Member States do
not retain sufficient room for the political formation of the economic,
cultural and social circumstances of life." (Headnotes to the
Judgement, Par. 3)
"It is therefore constitutionally required
not to agree dynamic treaty provisions with a blanket character or if
they can still be interpreted in a manner that respects national
responsibility for integration, to establish, at any rate, suitable
national safeguards for the effective exercise of such responsibility."
(Par.239)
"... retain sufficient space for the political
formation of the economic, cultural and social circumstances of life.
This applies in particular to areas which shape the citizens'
circumstances of life, in particular the private space of their own
responsibility and of political and social security, which is protected
by the fundamental rights, and to political decisions that particularly
depend on previous understanding as regards culture, history and
language and which unfold in discourses in the space of a political
public that is organised by party politics and Parliament. Essential
areas of democratic formative action comprise, inter alia, citizenship.
the civil and military monopoly on the use of force, revenue and
expenditure including external financing and all elements of
encroachment that are decisive for the realisation of fundamental
rights, above all as regards intensive encroachments on fundamental
rights such as the deprivation of liberty in the administration of
criminal law or the placement in an institution. These important areas
also include cultural issues such as the disposition of language, the
shaping of circumstances concerning the family and education, the
ordering of the freedom of opinion, of the press and of association and
the dealing with the profession of faith or ideology." (Par. 249)
"Consequently,
the Treaty of Lisbon does not alter the fact that the Bundestag as the
body of representation of the German people is the focal point of an
interweaved democratic system." (Par. 277)
"... the European Parliament is not a body of representation of a sovereign European people." (Par.280)
"The
deficit of European public authority that exists when measured against
requirements on democracy in states cannot be compensated by other
provisions of the Treaty of Lisbon and to that extent, it cannot be
justified." (Par.289)
"As regards the legal situation according
to the Treaty of Lisbon, this consideration confirms that without
democratically originating in the Member States, the action of the
European Union lacks a sufficient basis of legitimisation." (Par.297)
"Finally,
the Treaty of Lisbon does not vest the European Union with provisions
that provide the European union of integration (Integrationsverband)
with the competence to decide its own competence
(Kompetenz-Kompetenz)." (Par.322)
"With Declaration No.17
Concerning Primacy annexed to the Treaty of Lisbon, the Federal
Republic of Germany does not recognise an absolute primacy of
application of Union law, which would be constitutionally
objectionable, but merely confirms the legal situation as it has been
interpreted by the Federal Constitutional Court. . ." (Par. 331)
"After
the realisation of the principle of the sovereignty of the people in
Europe, only the peoples of the Member States can dispose of their
respective constituent powers and of the sovereignty of the state.
Without the expressly declared will of the peoples, the elected bodies
are not competent to create a new subject of legitimisation, or to
delegitimise the existing ones, in the constitutional areas of their
states." (Par. 347) (traduzione di Alessandra Nucci) www.euobserver.com
German judgement is a call to action against the EU's democratic deficit
JENS-PETER BONDE www.euobserver.com
24.07.2009 @ 08:15 CET
EUOBSERVER
/ COMMENT - The German Constitutional Court issued a remarkable verdict
on 30 June. It was described in the press as the Court's approval of
the ratification of the Lisbon Treaty.
However, careful reading
of the judgement shows that it is a fundamental rejection of the core
constitutional content of the Treaty.
The Court judgement
modifies the most important principle of the primacy of European law.
Member States are said to be the "masters of the Treaties." In the
Court's view the EU institutions have no powers of their own. They can
only administer delegated competences in prescribed areas. European law
is stated to be ultimately based on and limited by the accession law of
each Member State.
The German Court implicitly invites any
citizen, political party or business firm in Germany to take court
cases before the German Constitutional Court if they find that a piece
of proposed EU law is outside those delegated competences. Then it is
the German Court that will decide - not the EU Court.
This is a
rejection of Art. 344 of the Treaty on the Functioning of the European
Union, which provides that Member States undertake not to submit a
dispute concerning the interpretation or application of the Treaties to
any method of settlement other than the European Court of Justice.
The
Karlsruhe Court also insists that there must be important areas of
law-making and decision-taking left to the EU Member States. This is an
invitation to politicians everywhere to ask their governments what
competences are left with the Member States after the adoption of the
Lisbon Treaty.
I have offered a bottle of top class wine to
anyone who can give me just one example of a national law which cannot
be touched in some way by the Lisbon Treaty. Legal specialists have
tried to find examples; yet they cannot!
If EU governments
cannot find room for the exercise of meaningful national parliamentary
democracy within the ambit of the EU, then the Lisbon Treaty is
unconstitutional, according to the German Court.
The Court does
not accept that the European Parliament is a body which can give
adequate democratic legitimacy to European Union law. The Court also
sets limits to the importance of the new "additional" Union citizenship
and states that this can only be supplementary to national citizenship.
The Court insists on national parliamentary participation in all areas where Member States would lose their right of veto.
The
judges unanimously insist, by 8 votes to nil, on prior approval by the
German Parliament - and implicitly by other National Parliaments - for
the use of the so-called "bridge articles" whereby Government Ministers
on the Council of Ministers or the European Council can alter EU
law-making from unanimity to qualified majority voting.
The
judges also require full participation of National Parliaments in the
use of the flexibility clause in Art. 352 TFEU, which permits the EU to
take action and adopt measures to attain one of the EU's objectives
even if the Treaties have not provided the necessary powers.
Finally,
the Court forbids the German President from signing the Treaty so as to
enable Germany's instrument of ratification to be deposited in Rome
until the German Parliament has adopted a law which would safeguard the
involvement of the German Bundestag and Bundesrat in future EU
decision-making.
The most striking element in the judgement is
that the Court implies the need for the involvement of National
Parliaments in all aspects of EU law-making. They refer to democracy as
being a principle common to all the EU Member States. The involvement
of National Parliaments in EU law-making is therefore a necessity. If
not, the principle of democracy will have been fundamentally breached.
Recognising the democratic deficit
The
Karlsruhe Court effectively finds that the Lisbon Treaty would increase
the EU's widely acknowledged democratic deficit if its ratification is
not linked to the adoption of internal procedures at Member State level
such as to safeguard the involvement of the National Parliaments and
voters in each Member State.
The verdict applies only to
Germany, of course. But it has significant implications for all Member
States, including those which have already approved and ratified the
Lisbon Treaty.
With this Court judgement in hand, political
parties and groups of citizens in each Member State are implicitly
invited to go to their National Parliaments and insist on similar
guarantees being given in order to ensure the involvement of elected
representatives and voters in EU decision-making in each one.
If
Germany's ratification of the Lisbon Treaty is found to be illegal and
in contravention of basic democratic principles in the absence of such
parliamentary controls, should not the same principle apply in all
other Member States that claim to be democracies?
The Karlsruhe
judgement should inspire people to call for similar constitutional and
parliamentary challenges in other EU countries. This may establish
strengthened procedures for national parliamentary control and
safeguard areas where national parliamentary democracies can decide
things on their own without interference from, for example, the EU
Court of Justice.
Such calls may also win time to make people
aware of the anti-democratic character of the Lisbon Treaty and ensure
that this is not ratified by all EU States before it has been approved
by Irish voters in their referendum re-run on 2 October next, and can
be put later before British voters in a referendum in the United
Kingdom.
The United Kingdom must have a general election before
June next year. The Conservative Party, which is likely to win that
election, has pledged to withdraw the United Kingdom's ratification of
the Lisbon Treaty on its first day in office if the Treaty has not come
into force by then for all 27 EU States. It has then pledged to hold a
referendum on it and to recommend a No vote to the British people.
There needs to be a democratic review of the Lisbon Treaty in all EU countries before any such encounter with UK voters.
The author was MEP 1979 - 2008 and served as a member of the Convention on the Future of Europe
---
Excerpts from the German Constitutional Court judgement in the English version published by the Court, 30 June 2009.
"European
unification on the basis of a union of sovereign states under the
Treaties may not be realised in such a way that the Member States do
not retain sufficient room for the political formation of the economic,
cultural and social circumstances of life." (Headnotes to the
Judgement, Par. 3)
"It is therefore constitutionally required
not to agree dynamic treaty provisions with a blanket character or if
they can still be interpreted in a manner that respects national
responsibility for integration, to establish, at any rate, suitable
national safeguards for the effective exercise of such responsibility."
(Par.239)
"... retain sufficient space for the political
formation of the economic, cultural and social circumstances of life.
This applies in particular to areas which shape the citizens'
circumstances of life, in particular the private space of their own
responsibility and of political and social security, which is protected
by the fundamental rights, and to political decisions that particularly
depend on previous understanding as regards culture, history and
language and which unfold in discourses in the space of a political
public that is organised by party politics and Parliament. Essential
areas of democratic formative action comprise, inter alia, citizenship.
the civil and military monopoly on the use of force, revenue and
expenditure including external financing and all elements of
encroachment that are decisive for the realisation of fundamental
rights, above all as regards intensive encroachments on fundamental
rights such as the deprivation of liberty in the administration of
criminal law or the placement in an institution. These important areas
also include cultural issues such as the disposition of language, the
shaping of circumstances concerning the family and education, the
ordering of the freedom of opinion, of the press and of association and
the dealing with the profession of faith or ideology." (Par. 249)
"Consequently,
the Treaty of Lisbon does not alter the fact that the Bundestag as the
body of representation of the German people is the focal point of an
interweaved democratic system." (Par. 277)
"... the European Parliament is not a body of representation of a sovereign European people." (Par.280)
"The
deficit of European public authority that exists when measured against
requirements on democracy in states cannot be compensated by other
provisions of the Treaty of Lisbon and to that extent, it cannot be
justified." (Par.289)
"As regards the legal situation according
to the Treaty of Lisbon, this consideration confirms that without
democratically originating in the Member States, the action of the
European Union lacks a sufficient basis of legitimisation." (Par.297)
"Finally,
the Treaty of Lisbon does not vest the European Union with provisions
that provide the European union of integration (Integrationsverband)
with the competence to decide its own competence
(Kompetenz-Kompetenz)." (Par.322)
"With Declaration No.17
Concerning Primacy annexed to the Treaty of Lisbon, the Federal
Republic of Germany does not recognise an absolute primacy of
application of Union law, which would be constitutionally
objectionable, but merely confirms the legal situation as it has been
interpreted by the Federal Constitutional Court. . ." (Par. 331)
"After
the realisation of the principle of the sovereignty of the people in
Europe, only the peoples of the Member States can dispose of their
respective constituent powers and of the sovereignty of the state.
Without the expressly declared will of the peoples, the elected bodies
are not competent to create a new subject of legitimisation, or to
delegitimise the existing ones, in the constitutional areas of their
states." (Par. 347)
www.euobserver.com
| La sentenza della Corte costituzionale tedesca chiama tutti ad agire contro il deficit di democrazia dell'UE
Si applica solo alla Germania ma ha implicazioni significative per tutti gli Stati membri, ivi compresi quelli che hanno già ratificato il Trattato di Lisbona di JENS-PETER BONDEwww.euobserver.com 24.07.2009 (testo originale e traduzione in italiano più sotto in questa pagina)
Perché la sentenza della corte tedesca mette a rischio il Trattato di Lisbona
Corriere della Sera 19.07.2009 di GIUSEPPE GUARINO
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